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Genere:Animazione |
Stelle:3,15 |
Ratings:Kids |
Anno:2006 |
Durata:112 minuti
Elementi problematici per la visione: nessuno.
Regia di John Lasseter.
Con le voci nella versione originale di Owen Wilson, Paul Newman, Bonnie Hunt, Larry The Cable Guy. Produzione USA. |
Un raro esempio di utilizzo emozionale della CG, una traduzione del nostro mondo in un universo di macchine antropomorfizzateSaetta McQueen, una macchina da corsa alle prime armi ma con un futuro promettente, scopre che nella vita l'importante è partecipare e non tagliare il traguardo, quando si ritrova improvvisamente deviata nella sonnolenta città di Radiator Springs sulla Route 66. Mentre sta attraversando il paese per raggiungere il grande campionato Piston Cup in California ed affrontare due professionisti affermati, McQueen fa la conoscenza dei personaggi un po' "alternativi" della città, fra cui Sally, il Dottor Hudson e Carl Attrezzi - che lo aiutano a comprendere che ci sono cose più importanti nella vita dei trofei, del successo e degli sponsor. |
Saetta McQueen, giovane bolide esordiente, ha come unico obiettivo superare tutti e raggiungere il successo. La prestigiosa gara Piston Cup lo vede vincitore ex aequo con altre due auto: dovranno sfidarsi una settimana dopo in California. Durante il viaggio Saetta giunge per caso nell’assonnata Radiator Springs; costretto a fermarsi per riparare i danni causati, scopre l’amicizia e l’amore, nonché il supporto morale e tecnico di un ex campione in pensione. Tornato in pista, saprà vincere molto di più di quel che in fondo è «solo una coppa vuota».
La Pixar torna a unire, come nei film precedenti – da Toy Story a Nemo a Gli Incredibili – virtuosismi digitali sempre più raffinati e una storia godibile a tutte le età, che presenta valori importanti benché trasmessi da giocattoli, mostri, animali, supereroi o… automobili (rispetto ai protagonisti precedenti, va detto che risulta più difficile credere che «anche le auto hanno un cuore»).
Il nuovo film d’animazione diretto da John Lasseter – già regista dei due Toy Story e A bug’s life – dà vita a personaggi a quattro ruote, efficaci nel dare corpo alla classica metafora della vita come viaggio e del rischio di andare troppo veloci perdendo di vista il valore degli affetti e la bellezza del «paesaggio». Lasseter ha infatti tratto l’idea del film da una lunga vacanza on the road impostagli dalla moglie per disintossicarlo dal troppo lavoro…
E la storia prende il via tra il rombo dei motori e il lampo delle auto che sfrecciano sul percorso della Piston Cup, su un sottofondo musicale adrenalinico. Saetta è la stella nascente del campionato, sprezzante e sicura di sé, ma i suoi sogni di gloria solitaria – testimonial dello sponsor più famoso, le sue impronte nel cemento a Hollywood…– sono rimandati poiché è arrivato a pari merito con l’antagonista disonesto e il campione alla sua ultima corsa.
Nella smania di arrivare in California, dove i tre si sfideranno, Saetta si perde lungo la mitica Route 66 e porta lo scompiglio a Radiator Springs, polverosa cittadina dove la vita scorre pigramente scandita dai battibecchi tra gli abitanti, in attesa che all’orizzonte spuntino i fari di potenziali clienti.
Costretto alla lentezza (sottolineata dalla rilassante musica country) per riasfaltare la strada che ha distrutto, giorno dopo giorno l’arroganza e la diffidenza di Saetta fanno spazio alla fiducia e all’apprezzamento di qualcuno oltre a sé stesso: in particolare il semplice Carl Attrezzi, autoproclamatosi «migliore amico», e l’avvocatessa Sally, che ha lasciato Los Angeles incantata dai paesaggi mozzafiato, che addolcisce Saetta tra un giro panoramico e un fanale languido. Il nostro poi si scontra col brusco Doc, un ex-campione in incognito cui la giovane auto ricorda il mondo che lo ha respinto dopo un incidente. Di nuovo in pista, Saetta dimostra quanto sia cambiato, compiendo a un passo dal traguardo un gesto di umiltà e generosità verso l’avversario più anziano. Ora ha la libertà di scegliere più consapevolmente cosa fare delle sue doti e del suo futuro.
Il ritmo alternato della storia – una parte centrale forse troppo lenta tra l’inizio e la fine sulle piste di gara – sebbene si distanzi dalla compattezza, la suspence e i colpi di scena di Nemo o Gli Incredibili, segue il racconto lineare e piacevole della maturazione del giovane talentuoso ed egoista, che cresce in responsabilità e altruismo, capendo il vuoto del successo fine a sé stesso e l’importanza di condividere il viaggio della vita. Dal punto di vista tecnico stupisce il realismo fin nei dettagli, dalle nuvole alle crepe nell’asfalto ai mille riflessi sulle carrozzerie; le meraviglie digitali però restano nel ruolo di sfondo alla vicenda, e il successo al botteghino, sia in America che da noi, dimostra come un pubblico variegato abbia apprezzato la simpatia garbata dei protagonisti, l’omaggio al mondo automobilistico – non manca la Ferrari con la voce di Shumacher – e quel monito a rallentare niente affatto banale.
Elementi problematici per la visione: nessuno.
Edizioni Ares