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| dizionari | ![]() |
| critica | n.d. |
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Regia di Hamilton Luske, Wilfred Jackson, Clyde Geronimi, Walt Disney.
Con le voci nella versione originale di Peggy Lee, Barbara Luddy, Larry Roberts, Bill Thompson. Produzione USA.
Prezzo Dvd: 12,90 €
Sconto IBS Prezzo di listino: 18,99 € Risparmio: 6,09 € Acquista il dvd su IBS » |
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Inizi del ’900, Natale. In una villa dei quartieri alti, due coniugi, che tra loro si chiamano Johnny Caro e Tesoro, si scambiano i doni. Johnny Caro regala alla moglie una cagnetta che viene chiamata Lilli. Passa il tempo e Lilli cresce. Tesoro dà alla luce un bimbo. Un giorno i coniugi partono per una vacanza e affidano la cura del bebè a zia Sara. Si e Am, i due gatti della zia, iniziano a far danni in casa. La zia dà la colpa a Lilli e le fa mettere la museruola. Lilli scappa nella città. Rincorsa da feroci randagi, è salvata da un cane vagabondo, Biagio, che la porta da un castoro che la libera dalla museruola. Tra i due cani nasce l’amore. Biagio le propone di restare con lui, ma Lilli vuole tornare dai padroni. Sulla via del ritorno, Lilli è presa da un accalappiacani e chiusa in un canile, dove incontra altri cani che conoscono Biagio e ricordano i suoi svariati amori. Poi viene riportata a casa: Biagio le fa visita, ma Lilli lo respinge. Biagio si riscatterà salvando il bebè da un topo, e sarà accolto in casa con Lilli e i loro quattro cuccioli. |
Lilli e il vagabondo è il primo lungometraggio d’animazione Disney realizzato nel formato del cinemascope, che permette di inserire in una stessa inquadratura più personaggi, di dare orizzontalità alla visione, di sottolineare la separazione tra mondo animale e mondo umano, l’importanza di sfondo e paesaggi, il legame tra ambienti e personaggi. Gli ambienti sono realistici; i personaggi animali sono in parte realistici (la riproduzione fedele delle azioni fisiche) e in parte fantastici (sono cani che parlano): il cinemascope mostra così uno dei fulcri della poetica disneyana, il legame tra fantasia (i cani parlanti) e realismo (gli sfondi). Il film punta su un doppio percorso di formazione, che porta Biagio ad avere fiducia negli uomini e gli uomini ad avere fiducia in Biagio. All’inizio, per Biagio la libertà è l’autonomia dagli uomini, l’apertura di spazio, il desiderio di viaggiare e conoscere. Alla fine, scopre che la felicità non sta in una libertà che può rivelarsi solitaria e disordinata, ma nella famiglia e nella comunità. Passa dall’anticonformismo alla normalizzazione: è accolto in casa dei padroni di Lilli, acconsente a portare la medaglietta (vista non più come negazione della libertà, ma come attestazione di identità), crea con Lilli una famiglia. Gli ambienti del film sono ispirati ai paesaggi di Marceline, Missouri: Walt Disney, nato a Chicago nel 1901, nel 1906 si trasferì con la famiglia nei pressi di Marceline, dove visse per 4 anni, che rimasero nella sua memoria come età dell’infanzia. Molto vicino a Lilli e il vagabondo sarà Gli Aristogatti (1970), di W. Reitherman. Entrambi i film narrano la storia d’amore tra due animali, la nobile e addomesticata dama e il libero e rozzo vagabondo; in entrambi, il vagabondo propone alla dama di vivere insieme in libertà e la dama non accetta perché vuole tornare dai padroni; in entrambi, alla fine il ribelle è accolto tra gli umani e forma una famiglia con la dama.